22 | 09 | 2017

Fisioterapia

La fisioterapia nasce alla fine del secolo XIX in seguito all’avanzamento dello studio della neurologia. Si diffonde dopo la seconda guerra mondiale ad opera di varie tecniche, alcune di esse definite metodi.
In maniera semplicistica può essere definita come l'insieme degli strumenti che il fisioterapista utilizza sulle parti del corpo di un paziente per alleviarne o guarirne i sintomi collegati ad una patologia in atto.
Il fisioterapista è l’operatore abilitato a svolgere interventi di cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, di quelle viscerali conseguenti ad eventi patologici, di varia etiologia congenita o acquisita.

A seconda delle situazioni incontrate il trattamento fisioterapico prevede diversi tipi di intervento:

  • Rieducazione neuromotoria o funzionale tradizionale (accreditata dal SSN)
  • Terapia complementare con strumenti fisici (accreditata dal SSN)
  • Tecniche di facilitazione neuromuscolare
  • Tecniche di rieducazione posturale
  • Riabilitazione integrata secondo il Metodo Rességuier


Rieducazione neuromotoria o funzionale tradizionale
Il paziente, in seguito alla diagnosi del medico e dietro sua indicazione, viene inserito all’interno di un programma riabilitativo standardizzato simile per tutti coloro che rientrano nello stesso raggruppamento diagnostico. Sta alla esperienza e competenza dell’operatore diversificare  e personalizzare la terapia aggiustandola ad ogni singolarità e individualità. I pazienti vengono accolti in gruppo di massimo 5 persone sotto lo sguardo dell’operatore specializzato. Avviene così che persone diverse, ognuna con la propria specificità ed unicità (non solo in senso esistenziale ma propriamente corporeo e biologico, oltre che clinico e fisio-patologico) si trovano ad eseguire terapie non propriamente personalizzate. In questo modo si rischia che, anche dopo più “cicli” di trattamenti, non si ottenga una risposta clinica valida, oltretutto con ampio dispendio di tempo e denaro, rischiando di trascurare, nel frattempo, il problema reale e specifico fino anche a perdere il momento giusto per ottenere un effettivo superamento del problema basilare.
Il principio di ottimizzazione delle risorse economiche ed umane e l’orientamento verso una comprensione più approfondita della situazione clinica, sintomatica e disfunzionale, e quindi verso la realizzazione di un intervento altamente specifico e rivolto tanto alle condizioni di salute quanto ai meccanismi che determinano la sofferenza del paziente, hanno spinto da decenni diversi gruppi di studiosi (medici, fisioterapisti, clinici e ricercatori) di diverse nazionalità ad approfondire e perfezionare il modo di procedere in fisioterapia.

Terapia complementare con strumenti fisici
Sono terapie considerate coadiuvanti il piano terapeutico riabilitativo.
Vengono prescritte come sintomatici per sostenere ed aiutare l’efficacia delle terapie manuali.
- Elettroterapia (TENS, Ionoforesi, Correnti Diadinamiche, correnti intreferenziali, correnti esponenziali)
- Magnetoterapia
- Laserterapia
- Ultrasuonoterapia
- Irradiazione a raggi infrarossi

Tecniche di facilitazione neuromuscolare
- Tecniche di Kabat, di Bobath, Vojta
Si tratta di metodiche utilizzate in passato per lo più nelle gravi patologie neurologiche centrali e periferiche. Hanno avuto un grande sviluppo a partire dagli anni '60, epoca in cui si è verificata una sorta di lotta tra i sostenitori delle diverse tecniche per l'affermazione della propria fama. Oggi si preferisce un approccio più eclettico, utilizzando i contributi più significativi di ciascuna metodica, trattandosi fondamentalmente di "pacchetti" di tecniche di stimolazione neuromuscolare riflessa privi di mediazione della volontà individualee caratterizzate dalla quasi assenza di procedimenti di apprendimento del controllo motorio. In seguito altri professionisti hanno proposto approcci di tipo diverso, muovendo forti critiche contro le suddette metodiche. In particolare vanno citate due metodologie di lavoro, che seguono principi molto diversi, e cioè l’esercizio terapeutico conoscitivo meglio noto come Metodo Perfetti, nato in Toscana dal Prof. Perfetti ed evolutosi poi in riabilitazione neurocognitiva, ed il Metodo Grimaldi

Tecniche di rieducazione posturale
- Tecniche di Francoise Mezieres, Philippe Souchard, Therese Berterat, Laura Bertelè
Le tecniche più conosciute e maggiormente utilizzate sono nate da coloro che hanno fatto scuola in Francia. Per la prima volta si pone l’attenzione alla postura globale del paziente e non al  singolo muscolo o settore
da riabilitare. Si lavora nell’intento di srotolare le catene cinetiche muscolari che avvolgendosi nascondono compensi di natura fisico psico emozionale, agendo quindi sui compensi che sorgono. L’individuo è stimolato a ritrovare la sua naturalezza posturale. Anche su queste tecniche sono molte le obiezioni poste da altri studiosi (Riabilitazione Integrata secondo il metodo Ressèguier), il trattamento non consente una presa di coscienza con attenzione consapevole del paziente, il quale passivamente subisce il trattamento non potendosi rendere conto e individuare i compensi a carico di altri sistemi più profondi e vitali.

Metodo di riabilitazione integrata
Nasce dalla sintesi formulata da Jean Paul Rességuier in seguito agli studi effettuati prima con F.Mezieres, in seguito sull’osteopatia, sulla medicina tradizionale cinese e sulla filosofia. Grande studioso dell'anatomia e della fisiologia umana, all’età di 17 anni passava le vacanze estive in ospedale, offrendo volontariamente in sala operatoria il suo aiuto al chirurgo di turno passandogli gli strumenti, allo scopo di osservare le reazioni dell'essere vivente.
Rességuier insiste sulla definizione dell’approccio da lui messo a punto in quanto metodo e non in quanto tecnica, risalendo all'etimologia stessa della parola. Metodo delineerebbe la via che si dispiega  intanto che il cammino si compie. In sintesi questa è l’idea di base della riabilitazione integrata. L’esserci in modo realmente empatico comporta evidenziare lo stato, la sensazione generale che si sta vivendo. Durante lo svolgersi del trattamento, nel quale viene continuamente curata e attualizzata la relazione di prossimità e vengono offerti alcuni stimoli, si assiste ai naturali cambiamenti posturali e neurovegetativi. La trasformazione è coscientemente seguita dagli attori della relazione che sono quindi altrettanto partecipi per poter seguire il processo intanto che si srotola da sé. L’effetto è una conquista della propria naturale dignità e di conseguenza della naturalezza posturale. L’individuo ritrova l’abilità integrando coscientemente i cambiamenti necessari.
Inventore della piccola ginnastica Jean Paul Rességuier presenta con questo strumento terapeutico una sintesi del lavoro di anni. L’individuo, esaminato a partire dal suo asse dinamico verticale (ADV), viene sottoposto ad esercizi concentrati su questo asse che comprende anatomicamente torace e addome. Per l’esecuzione degli esercizi l’individuo mette in atto compensi che coinvolgono l’organismo nel suo insieme. A differenza delle altre metodiche, in questo caso non è richiesta la correzione forzata dei compensi ma si lascia, attraverso dei tempi di intergrazione “attiva e cosciente”, che i compensi stessi  si correggano automaticamente. Le difficoltà incontrate durante l’esecuzione degli esercizi diventano accessibili dopo i tempi di integrazione e questo consente la progressione del lavoro che viene coscientemente seguito e “digerito” dal paziente.  L’impossibile diventa possibile e coscientemente si assiste ad un'efficacia degli aggiustamenti che sorprende per la velocità con cui avviene.